venerdì 19 giugno 2009

Feste e ragazze, Avvenire a Berlusconi "Serve presto un chiarimento"

Il giornale dei vescovi chiede al premier di dare risposte all'opinione pubblica
"C'è un clima di smarrimento". Attacco a Ghedini: "Moltiplica i motivi di imbarazzo"

Feste e ragazze, Avvenire a Berlusconi "Serve presto un chiarimento"
ROMA - "Deve rispondere all'opinione pubblica". Il giornale dei vescovi chiede a Berlusconi parole chiare sulle vicende delle feste con ragazze a pagamento a Palazzo Grazioli. Lo fa con un editoriale firmato da Gianfranco Marcelli, in cui si parla senza mezzi termini di "un clima di smarrimento".

"E' lecito domandarsi - si legge nell'articolo - se il presidente del Consiglio abbia finora scelto la linea di resistenza migliore e i difensori più appropriati al suo caso. Non è solo questione di stile sfoggiato (anche se lo stile in certe situazionii è purissima sostanza) da parte di avvocati bravi, a quanto pare, soprattutto a moltiplicare i motivi di imbarazzo. Il punto centrale è la necessità di arrivare il più presto possibile a un chiarimento sufficiente a sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti".

Berlusconi deve rispondere a interrogativi, prosegue l'editoriale, "che non vengono solo dagli avversari politici, ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier. E se anche non fosse possibile eliminare ogni ombra", perché alcune questioni sono in mano alla magistratura, "si pongano almeno i presupposti per evitare ulteriori stillicidi di chiacchiere e di tempeste mediatiche. Senza illudersi che l'efficenza dell'azione di governo possa far premio, sempre e comunque, sui comportamenti privati. Alla lunga tutto finisce per avere un prezzo. E il pericolo è che a pagarlo non sia solo il singolo debitore di turno, ma l'intero paese".

(19 giugno 2009) Tutti gli articoli di politica

lunedì 1 giugno 2009

Very nice, per un corn... un corn.. e mezzo

Il Times attacca Berlusconi La replica: falsità insufflate da sinistra - Corriere della Sera:

"Silvio Berlusconi ha liquidato l'articolo del Times in poche parole durante l'intervista a 28 Minuti di Barbara Palombelli su Radio 2: «I giornali stranieri sono in collegamento diretto con quelli della sinistra italiana: sono cose ispirate e insufflate dalla sinistra italiana che spinge per ottenere attenzione alle nostre vicende viste dalla loro parte. La carta dei valori della sinistra è diventata Novella 2000»"

giovedì 7 maggio 2009

La Ferrero ha la migliore reputazione al mondo (Economist) di Elysa Fazzino sole24ore

(nota del blogger:
Fare impresa in modo serio necessità di qualità che molti ritengono superate: LA SERIETA', LA COSTANZA, LA DISCIPLINA.

Non è vero che noi italiani non sappiamo fare impresa e questa notizia ce lo conferma.)





L’italiana Ferrero è l'azienda con la migliore reputazione al mondo. Il produttore di cioccolato partito dal Piemonte e conosciutissimo all’estero è in cima alla classifica annuale redatta dal Reputation Institute, un istituto internazionale di ricerca. Ne dà notizia l’Economist nella sua edizione online. La società di ricerca ha chiesto all’opinione pubblica di valutare le 600 maggiori aziende mondiali in base a criteri di fiducia, ammirazione, rispetto, sensazioni positive e stima complessiva.


«Nonostante lo sbaraglio economico, il rispetto per l’impresa è ancora abbastanza alto», scrive sul suo sito web il settimanale britannico. Ma alcuni settori hanno sofferto: le banche e altre istituzioni finanziarie, che negli anni scorsi incutevano una buona dose di rispetto, hanno perso posizioni «in modo allarmante», anche se fanno meglio delle aziende produttrici di tabacco.

Secondo il punteggio del “Global Pulse”, su una scala da 1 a 100, la Ferrero registra oltre 85 punti. Seconda in classifica la svedese Ikea, con 84 punti. In terza posizione la statunitense Johnson & Johnson, nota per i prodotti di largo consumo per la cura dei bebé (oltre 83). La giapponese Nintendo è al sesto posto. I francesi sono al settimo posto con Christian Dior (oltre 81 punti). Gli spagnoli arrivano al nono posto con i supermercati Mercadonna (81). Tra le prime quindici classificate, una sola linea aerea, la Singapore Airlines (al decimo). Il gruppo industriale e automobilistico indiano Tata è all’undicesimo posto.


7 maggio 2009

martedì 5 maggio 2009

L'Avvenire contro Berlusconi "Vogliamo un premier più sobrio"

Duro attacco del quotidiano dei vescovi: ""Il sospetto può essere
persino peggiore della verità più scomoda. Prima o poi arriva il momento del conto"

"Vogliamo un premier più sobrio"

"Di tanto ciarpame i cittadini farebbero volentieri a meno"


L'Avvenire contro Berlusconi "Vogliamo un premier più sobrio"

Silvio Berlusconi

ROMA - "La politica e lo spettacolo, in un abbraccio mortifero, hanno dato nell'occasione il peggio di se". E' durissimo l'editoriale di prima pagina di 'Avvenire' dedicato alla vicenda Lario-Berlusconi. Il quotidiano dei vescovi fa sentire la sua voce e non sono parole che faranno piacere al premier. "Ci ha inquietato lo spargersi, tra alzatine di spalle e sorrisetti irridenti o ammiccanti, di un'altra manciata di sospetti sulle gesta del presidente del Consiglio. Il sospetto per chi gestisce la cosa pubblica può essere persino peggiore della verità più scomoda. E comunque, prima o poi arriva il momento del conto", si legge nell'editoriale. Un esplicito richiamo ad un redde rationem che getta un'ombra sui rapporti, fino ad oggi più che cordiali, tra il Vaticano e il governo del Cavaliere.

Poi l'editoriale chiama direttamente in causa Berlusconi. Tracciando l'identikit di quelle che dovrebbero essere le caratteristiche di un capo di governo: "La stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti: non possono esserlo. Per questo noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio, il meno deforme, all'anima del Paese".

Ed ancora: "Ciò che farebbe ridere in una puntata del Bagaglino non può non preoccupare i cittadini che di tanto ciarpame alla fin fine farebbero volentieri a meno". Ciarpame, la stessa espressione usata da Veronica a proposito delle veline candidate.

Anche Casini attacca. Come Franceschini, anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini critica le parole del Cavaliere sul "complotto". "Credo stia esagerando", ha detto l'ex presidente della Camera, e francamente parlare di una congiura fa scappare da ridere"

giovedì 30 aprile 2009

L'ho lettto sul Bollettino Salesiano e l'ho trovato interessante


Una Scazzottata
Carissimo, non ti sei mai chiesto perché abbiamo le unghie, perché le dita si raggomitolano improvvisamente a pugno. Perché quando si litiga le parole agonizzano e invocano la morte... "ti ammazzo", "ti faccio secco"! Non rispondo a tono. Troppo semplice constatare come la litigiosità sia un virus che sta intaccando tutti: amicizie, parentele, interessi, il mondo dello spettacolo, dello sport. A raffica partono denunce, si aprono processi. Ti faccio una controdomanda: quando ti capita di litigare, di esplodere, di collassarti, fino a perdere la testa? Te lo dico io. Il litigio è un segnale. É più assimilabile a ùna malattia che a una ferita. i Una malattia preoccupa molto di più di un graffio di un manrovescio. Il violento, l'iracondo è febbricitante, è impaurito dentro di sé. É spaventato. L'ambizione lo sta distruggendo. Si sente vulnerabile e per questo colpisce. E depresso e la frustrazione lo segue come un'ombra. Diventa nevrotico. Tutto dà i nervi. Cosa c'è sotto la cenere? Come giustifichi una tempesta se non con un'affettività scomposta, a pezzi, un fallimento esistenziale? Non c'è via d'uscita, non vai da nessuna parte se a guidarti è l'istinto. Se sei infelice trasmetti inquietudine. Prova un giorno solo a vivere allo stato puro con la luce negli occhi, il sorriso sul volto, diventi contagioso, aggregante, simpatico. Non mendicare compassione e comprensione. Una volta tanto apri la mano per dare, aiutare. Non è un trucco essere solidali, è santa astuzia offrire gratuità, crea benessere alla psiche e dà ossigeno alla vita. Quando ti senti negativo, triste, ricorda questa regola dettata dal buon senso: attorno a te non ci sono nemici, c'è sempre qualcuno che ti vuol bene, devi solo aprire gli occhi e vederlo. L'ira ti acceca. Ogni tanto serve sfogarti. Cerca una spalla su cui appoggiare i tuoi umori. Vincere un giorno di rabbia può salvarti cento giorni di dolore (è un proverbio cinese). Sii paziente, non cedere alle provocazioni, conta fino al dieci e magari fino a cento. Dà filo al tuo aquilone, volerà molto più in alto. Carlo Terraneo MARZO 2009 BS

domenica 12 aprile 2009

La disputa


La disputa non è tra chi crede e chi non crede ma tra chi pensa e chi non pensa.
Corrado Augias

domenica 1 marzo 2009

La semplicità


... La semplicità non è semplice, perchè non si tratta tanto di incoscienza e di ignoranza, ma consapevolezza assoluta e di dominio delle cose; non si tratta di natura, quanto si tratta di conquista.
...
Elogio funebre di Mons. Giovanni Iacono pronunziato da S.E. Mons. Francesco Pennisi. Ragusa 27-5-1957